• ROADTOTARANTO2026

Taranto sarà la quarta città italiana ad ospitare i Giochi del Mediterraneo dopo Napoli nel 1963, Bari nel 1997 e Pescara nel 2009. 

Si tratta della seconda città più popolosa della Puglia e la terza del Sud Italia. Affacciato sul Mar Ionio, il suo è il più grande golfo naturale d’Italia. Taranto, tuttavia, è conosciuta in tutto il mondo come la Città dei Due Mari grazie alla sua posizione a cavallo tra il Mar Ionio e il ‘Mar Piccolo’ (una sorta di laguna), collegati da un canale navigabile che è diventato il simbolo della città per la presenza di due elementi architettonici iconici: il Castello Aragonese (foto ANSA) e il Ponte Girevole.

Di ispirazione per il logo dell’edizione numero 20 dei Giochi del Mediterraneo 2026, rappresentata da una doppia X con diverse tonalità di rosso e blu, è stato uno dei simboli della città: il Monumento al Marinaio, realizzato da Vittorio Di Colbertaldo nel 1974, che si trova nel punto in cui Corso Due Mari diventa Lungomare Vittorio Emanuele III. Il mosaico ricorda le origini greche di uno dei più importanti centri della Magna Grecia. A quei tempi Taranto era gemellata con Sparta; oggi è una città pronta ad abbracciare il futuro, come recita lo slogan dell’evento “Embrace the Future”.

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTa) è il secondo museo più importante della Magna Grecia dopo quello di Atene e custodisce testimonianze della storia del territorio tarantino dalla preistoria all’epoca romana. Le sue collezioni comprendono reperti risalenti alla fondazione di Taranto (706 a.C.), tra cui ceramiche, sculture, mosaici, monete, oggetti di uso quotidiano e oggetti funerari. Il museo è particolarmente rinomato per l’Oro di Taranto, straordinari gioielli del periodo ellenistico che rappresentano l’apice dell’oreficeria tarantina. Attraverso le sue mostre, il MArTA ripercorre l’evoluzione storica, artistica e culturale della città e del Mediterraneo antico.

Per quasi 2.500 anni nessuno sapeva che uno degli uomini più straordinari dell’antichità riposasse nel cuore di Taranto. Il 9 dicembre 1959, lungo quella che oggi è Via Genova, alcuni operai edili stavano scavando le fondamenta di un nuovo edificio quando fecero una scoperta sorprendente: una camera funeraria monumentale. Al suo interno si trovava un sarcofago scolpito da un unico blocco di pietra, sormontato da un coperchio a doppia falda che ricordava il tetto di un tempio greco. Si trattava del monumento funerario dell’Atleta di Taranto, un uomo vissuto intorno al 500 a.C.

Ai quattro angoli della camera funeraria, gli archeologi hanno portato alla luce i frammenti di quattro anfore panatenaiche: si trattava dei prestigiosi premi assegnati ai vincitori dei Giochi Panatenaici di Atene, il più alto riconoscimento sportivo nel mondo greco antico. Ben presto divenne chiaro agli archeologi che quell’uomo era stato un campione celebrato in tutta la Grecia. Oggi il suo sarcofago è conservato in una sala a lui dedicata presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.